Steven van Akkersdijk

Steven van Akkersdijk: viaggio, tiro kiteloop e godo

Il kiter professionista olandese Steven van Akkersdijk, membro del team CORE è uno dei migliori mega-kitelooper al mondo. I suoi risultati negli eventi Red Bull Megaloop sono conosciuti a tutti. In ogni caso a soli 23 anni questo ragazzo è anche uno dei più versatili, basti pensare che il suo quiver standard di tavole è di quattro: oltre a quelle per i megaloop comprende una Twintip, una Waveboard e una Skimboard. A bordo di ognuna di queste fa la sua bella figura. E da quello che sappiamo anche un nuovo kiteloop, come ci spiega in questa intervista.

– Se si digita il tuo nome su Google la maggior parte dei riferimenti cosa riguarda?

Grossi schianti e megaloop. I primi due video più guardati in assoluto sono due mie cadute durante il Redbull Megaloop Challenge nel 2015. La gente adora guardare schianti!.

– Partiamo dall’inizio. Sei uno dei migliori kitelooper al mondo, o meglio dei “Mega-Looper”. È accaduto per caso? E quando hai realizzato che potevi vivere di questo?

La mia intera carriera si è costruita sul divertimento. Per per il kitesurfing è cominciato come un passatempo, ma dopo un po’ ho realizzato che ero bravo a tirare kiteloop e dopotutto mi diverte molto. La presa di coscienza che potevo essere qualcuno sulla scena di questo sport è arrivata quando ho vinto la sezione dedicata ai kiteloop del Red Bull boven N.A.P.”

– Che effetto fa con 40 nodi saltare così in alto e poi eseguire un kiteloop così lento e profondo?

La velocità e l’accellerazione che hai quando tiri un kiteloop con vento forte semplicemente non ha paragoni. Questo insieme alla caduta libera e l’atterraggio ad alta velocità è una specie di droga per me.

– Il nostro rispetto! Quali sono stati i momenti più importanti di quest’anno?

Il Red Bull King Of The Air! Questa competizione è pazzesca e anche solo prendervi parte rappresenta l’esperienza di una vita. Posso ritenermi fortunato ad aver partecipato già a quattro edizioni di questo evento. I miei risultati sono ormai alle mie spalle ma le sensazioni che mi lascia questa gara rimangono con me ogni volta.

– Il tuo peso e la tua taglia sono un vantaggio?

“È difficile dirlo perché le condizioni non sono mai le stesse. Con poco vento naturalmente direi che sono uno svantaggio. Siccome peso molto devo prendere un kite più grande che non permette di saltare così in alto o loppare come quelli più piccoli. Con il vento forte invece è tutta un’altra storia. Posso utilizzare il mio kite per molto più tempo e posso avere un piccolo vantaggio rispetto ai rider più piccoli.

– Quali sono gli elementi importanti per tirare kiteloop così grandi?

I kiteloop attualmente sono piuttosto semplici. Hai bisogno di andare molto in alto e semplicemente mandare il kite in loop. Ma è molto importante andare in alto in modo che il kite ti tiri bene. Il richiamo della barra ha un impatto enorme nel giro che compie il kite e la spinta che si riceve. Più è grande il cerchio maggiore è la potenza che senti. Se tiri il kiteloop con troppo anticipo hai un tiro molto potente e una velocità pazzesca. Questo genera un lopp molto aggressivo rispetto a tirare un loop in ritardo.

– I megaloop sono un rischio crescente. Cosa è accaduto nel tuo incidente nel “Red Bull Megaloop Challenge” due anni fa?

Quell’incidente è stato frutto di semplice sfortuna. Ho tirato il lopp nel momento sbagliato e nel posto sbagliato con il vento sbagliato. Come sono andato in aria ho preso una raffica che mi ha dato una velocità che non mi aspettavo e mi ha mandato fuori tempo. Invece di tirare il loop all’apice del salto l’ho tirato troppo presto e ho avuto un’accellerazione sottovento. Quando la raffica è finita appena dopo il mio salto sono andato più veloce del vento e le mie linee hanno perso tensione. Da quel momento non ho avuto scampo.

– La parola chiave è “scampo”. E gli incidenti di Lewis Crathern e Lasse Walker erano inevitabili?

No direi che quegli schianti fossero inevitabili. Entrambi sono stati causa di un errore umano esattamente come il mio. Lewis mi è sembrato di aver esagerato la rotazione del kite che gli fatto fare un salto molto lungo con nessuna possibilità per l’ala di sostenerlo di nuovo. Quando ho visto l’incidente di Lasses ho avuto l’impressione che fosse molto simile al mio, tirare la barra troppo in anticipo e volare vicino alla velocità del vento. Negli eventi come il Red Bull King of the Air i riders prendono molti rischi. È una loro scelta perchè vogliono andare più in alto e più veloci degli altri. Un errore e finisci dritto su una barella.

– Il tuo incidente è finito proprio su una barella. E qundo hai ripreso conoscenza sembra che tu abbia detto: ” Oh, ho fatto un bellissimo sogno”.

Ho parlato con alcuni dei ragazzi mi hanno soccorso e ho conosciuto l’altra parte della storia. È stato divertente sapere che quando ho ripreso conoscenza ho detto una frase del genere. L’impatto mi ha messo knock out e probabilmente ho avuto un calo di ossigeno, il che ti fa viaggiare la mente. Capita spesso anche alle persone che stanno per affogare.

– Dove sono i limiti di questa disciplina e come vedi lo sviluppo futuro dei megaloop?

Al momento ci sono molti ragazzi che usano i boots quando tirano i megaloop. L’ho fatto anche io perché preferisco quel feeling compatto negli atterraggi. Con i boots hai il pieno controllo della situazione. Probabilmente tornerò ad utilizzare le strap così posso allargare di nuovo le mie possibilità. Con queste mi sento più sicuro quando provo nuove manovre che non ho ancora eseguito.

– Steven, lasciamo per un attimo il tema dei megaloop e parliamo di te in generale. Nelle ultime settimane passate in Brasile hai dimostrato la tua polivalenz di rider. Quante tavole porti con te durante questi viaggi?

Mi piace surfare qualsiasi cosa. Il kitesurf è un mondo quindi perché fossilizzarsi su una cosa sola? Porto sempre la mia tavola twintip con i boots. Mi piace eseguire manovre sganciato e di puro wakestyle così come andare nei cable park. Poi porto una tavola con le strap perché è divertente saltare grosso e togliere un piede dalla tavola anche durante un kiteloop. Per quanto riguarda le onde porto anche il surfino strapless che mi piace parecchio e uno skimboard in caso di acqua piatta o con piccolo chop. È pazzesco quanto si può progredire in ciascuno di questi stili e quanto le manovre risultino differenti. Non essere connesso alla tavola e saltare ti mette di fronte problemi nuovi.

– A quali tipo di competizioni prendi parte?

Non sono un grande appassionato di competizioni per come si presentano al momento. Devi aspettare la tua heat e devi mostrare quello che sai fare in appena 7 minuti. Per me questo tempo non è abbastanza. Partecipo alle gare che si svolgono vicino a dove mi trovo come per esempio le competizioni nazionali olandesi (attualmente sono campione olandese) e gare di wave. Un evento che invece non perdo mai anche a costo di viaggiare è il King of the Air. Questa gara è così speciale per me e per il mondo del kite che non posso assolutamente perderla. Anche in questa competizione tuttavia i miei risultati viaggiano in tutta la classifica (il mio migliore è un terzo posto).

– In questa lista di gare che hai citato non ci sono le competizioni di strapless freestyle, una disciplina che invece pratichi molto. Pensi di gareggiare in uno degli eventi dedicati in futuro?

Per essere onesti semplicemente mi piace lo strapless perché non c’è un modo standard di praticarlo, è molto aperto e libero. Non credo di fare gare perché nelle competizioni devi navigare secondo certe formule. Questo è esattamente ciò che non voglio al momento.

– Nel tuo quiver di tavole hai menzionato anche lo skimboard. Ci fai freestyle?

Sì, fare Freestyle su una skimboard non ha eguali. Hai bisogno di un controllo totale con i piedi e il minimo spostamento influisce parecchio. Adoro questo stile di riding e poi è alquanto nuovo e i margini di miglioramento sono tanti.

– È difficile vedere questo stile strapless freestyle in acqua. Quali sono i suoi vantaggi secondo te?

Lo Strapless Freestyle sta crescendo parecchio in questo momento. Navigando su una tavola da surf con più volume puoi uscire anche con venti leggeri. Alla fine è anche più divertente che con vento forte. Lo adoro perchè anche gli schianti sono più leggeri. Quando ti schianti con i boots sono dolori. Con lo Strapless Freestyle sembra più un gioco, con i piedi liberi e la possibilità di sbagliare senza troppi danni. Il trucco per rimanere con i piedi ben piantati sulla tavola è portarla al vento che gliela schiaccia contro.

– Ti vediamo ancora eseguire manovre wakestyle in acqua. Ti diverte ancora come tre anni fa?

Il Wakestyle mi piace ancora molto. Ma non più così tanto come qualche tempo fa. Progredire è molto difficile e traumatico per il fisico se vuoi avere un livello alto. Per farla breve mi piacerebbe ancora camminare quando avrò 40 anni! Senza dolori alle ginocchia.

– Giusto! Come si è evoluto il tuo stile di riding con il tempo?

Ho cominciato a viaggiare intorno al mondo circa 6 anni fa e ho trovato spot con condizioni molto divere, venti leggeri, forti, rafficati. In questi post devi cercare di adattare il tuo stile alle condizioni che trovi. Se il vento è troppo forte cerchi di non andare troppo sganciato, quindi ho iniziato a tirare kiteloop. Se trovi belle onde cominci a surfarle invece di usare il twintip per il Freestyle.

– Hai raccontato che i tuoi genitori hanno avuto una grande influenza su di te e la tua attuale carriera. In che modo?

La tua infanzia e lo scenarioin cui cresci hanno un grande impatto su quello che sei. Mia madre sfortunatamente è morta quando avevo 8 anni in seguito a un arresto cardiaco. Da quel momento ho sempre cercato di reagire alla rabbia e allo sconforto facendo sport. Ho cominciato con il windsurf quando avevo 9 anni e dopo qualche anno ho provato il kitesurf. Mi ha colpito subito. Mio padre mi ha sempre incoraggiato a viaggiare e fare ciò che mi piace. In questo modo sono diventato quello che sono.

– Questi viaggi non sono economici. Come ti finanzi?

Il kitesurf non è economico come sport ma quando conosci le persone giuste diventa un po’ meno costoso. Sono molto fortunato con il mio gruppo di amici e colleghi che ormai conosco da molti anni. Ho cominciato a lavorare con Kitemobile (una scuola di kite a Workum, The Netherlands) e ho insegnato per diversi anni. Il proprietario ci ha trovato un alloggio a due minuti dalla spiaggia. Nella stagione invernale invece viaggio in altri sport e continuo a dare lezioni per mantenermi. Dopo quella esperienza ho lavorato con Core n More (un kitesurf shop sempre a Workum) che mi ha offerto un piccolo contratto per avere attrezzature in cambio di promozioni. Queto mi ha aiutato parecchio. Sono grato alle persone che ho conosciuto in questi anni, hanno davvero fatto la differenza.

– Oggi sei un rider professionista membro del team CORE. Puoi vivere di questo?

Anche se il kitesurf è uno sport caro, non ci sono molti soldi nel mercato. Anche per questo sono fortunato a riuscire a vivere di quello che faccio grazie ai miei sponsor. Più lavoro con i media più guadagno. Oltre a questo CORE mi ha anche offerto un altro lavoro part time. Questo mi ha salvato la vita!

– Cosa fai con tutto il tempo che passi sul tuo computer?

Mi guadagno da vivere soprattutto grazie alla mia esposizione mediatica e questo richiede molto lavoro davanti al mio computer. Oltre a questo mi occupo di gestire la pagina Facebbok di CORE che mi da qualche altra piccola entrata utile nei miei viaggi.

– Ultima domanda. Ti abbiamo sentire parlare di una nuova versione di un kiteloop. Puoi dirci qualcosa?

I kiteloops si fanno sempre in cerchio. Al momento non c’è molto altro da fare. Forse il tipo di rotazione o il suo diamtro possono fare la differenza ma siamo lì. Vorrei provare un diverso modo di richiamare la barra. Ruben Lenten parlava di girare la barra in senso inverso quando l’ala raggiunge il punto più basso (come una S). Mi piacerebbe provarlo.

LEAVE A COMMENT