Ho sfidato in kite l’oceano per rendere omaggio al mio Re

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Ho sfidato in kite l’oceano per rendere omaggio al mio Re

Il campione di kite thailandese Narapichit Pudla ha completato la traversata di oltre 100 chilometri del Golfo della Thailandia, un’impresa con cui ha voluto rendere omaggio al monarca Bhumibol Adulyadej, simbolo della nazione deceduto a 88 anni lo scorso ottobre.

Si può sfidare l’oceano in kite per rendere omaggio al proprio re? Il campione thailandese Narapichit Pudla l’ha fatto qualche giorno fa portando a termine una impresa sportiva dal sapore umano e sociale. Lo scorso mese di ottobre la Thailandia ha pianto la morte del proprio sovrano, Bhumibol Adulyadej, conosciuto come Rama IX. Il regno di Adulyadej è stato il più duraturo al mondo: settant’anni. I thailandesi lo consideravano un semi-Dio, simbolo dell’unità della Nazione.

Tra loro anche Narapichit Pudla, una vera star del kiteboarding dell’intera Asia, che per tributare la propria stima e devozione all’ultimo monarca della Thailandia ha deciso di portare a termine una sfida con sé stesso e il mare: attraversare il Golfo della Thailandia, impresa peraltro mai tentata da nessun rider. Un percorso di 112 chilometri con partenza dalla spiaggia di Baan Nam Mao fino a quella di Sam Roi Yod.

Io, un marinaio come il mio Re

“Sono stato ispirato da sua Maestà Bhumibol Adulyadej che nel 1966 costruì lui stesso una piccola imbarcazione a vela e completò questa traversata in solitario” ha raccontato Narapichit spiegando che il suo voleva essere un omaggio al monarca ma anche al marinaio Adulyadej.

Narapichit Pudla ha iniziato la sua avventura in una giornata di sole con vento stabile sui 13 nodi seguito da un’imbarcazione di supporto che lo seguiva a distanza. Il cabinato dopo qualche ora però ha avuto un’avaria al motore ed è stato rimorchiato da una barca di pescatori che l’hanno riportata a terra. Narapichit a quel punto è rimasto da solo in mezzo all’oceano a diverse miglia dalla costa chiedendosi se era il caso di continuare la navigazione senza assistenza. Alla fine il desiderio di rendere il suo sogno realtà lo ha motivato a continuare, ma circa un’ora più tardi ha cominciato ad accusare la stanchezza in tutto il corpo, inoltre il vento era calato e non riusciva a vedere la costa.

 

Solo in mezzo all’oceano con le allucinazioni

Cominciava a demoralizzarsi quando finalmente ha scorto la cima di una montagna. All’inizio pensava fosse un’allucinazione, ma poi si è convinto che era tutto vero e mancavano ormai solo poche ore alla fine del suo viaggio. L’unica incognita era dovee sarebbe atterrato: Cha Am, Hua Hin, Pranburi Sam Roi Yod o Prajuab Kiri Khan? Il vento continuava a calare costringendolo a sfruttare al meglio l’ala per andare al lasco fino a che non è arrivato in spiaggi, a 10 chilometri da Pranburi, il villaggio dove è nato 30 anni fa.

All fine Narapichit Pudla è riuscito a completare il percorso in 4 ore, 5 minuti e 51 secondi, stabilendo il nuovo record e facendo felice sé stesso, il proprio re e il popolo thailandese.

 

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