L’Hydrofoil è fico: ecco i 5 motivi per impararlo a Gizzeria

L’Hydrofoil è fico: ecco i 5 motivi per impararlo a Gizzeria

Dal 25 al 28 aprile l’HangLooseBeach di Gizzeria organizza l’Hydrofoil Kitecamp, un corso di 12 ore dedicato a coloro che vogliono imparare a surfare l’arte dell’hydrofoil. Vi spiego i 5 motivi per non perdere questa fantastica occasione di vivere il kite in un’altra magica dimensione.

Il momento in cui la tavola si stacca dall’acqua è magico: si decolla, si vola e intorno il silenzio. Senza attrito il rumore della tavola diventa solo un sibilo della pinna che fende l’acqua. È questa la sensazione di chi va in hydrofoil con il kite: tanta velocità, ma anche silenzio, eleganza dei movimenti, si viaggia concentrati a distribuire al meglio il peso del corpo proiettati in una sorta di surf aereo in cui si è sospesi tra il cielo e il mare. Negli ultimi anni gli hydrofoil sono stati protagonisti di una diffusione che dalle barche a vela è arrivata come una valanga a contagiare anche la tribù dei kiter. Un’ondata di sensazioni nuove e un ampliamento delle possibilità di navigazione a cui chi ama tavole e ali non può rimanere indifferente. E allora perché non iniziare questa nuova dimensione del kite?

A Gizzeria nei giorni 25-28 aprile l’HangLooseBeach organizza l’Hydrofoil Kitecamp, un corso di 12 ore dedicato a coloro che vogliono imparare a surfare l’arte dell’hydrofoil. Un’occasione perfetta per entrare in questo mondo. Ecco i 5 motivi per esserci…

01 L’Hydrofoil è nuovo, tecnico e vi fa uscire sempre

Il bello del kitefoil, oltre alla stupenda sensazione di planare a mezzo metro dall’acqua, è che si può navigare già con 5-6 nodi di vento, inoltre permette di uscire anche in condizioni di mare con chop formato, visto che la tavola plana al di sopra dei frangenti e consente andature di bolina con angoli fino a 40 gradi. Il segreto degli hydrofoil è la portanza, lo stessa che permette agli aerei di decollare e rimanere in volo, nonostante la forza di gravità. Le pinne sott’acqua di cui sono dotate le tavole si comportano infatti come le ali di un aereo generando una differenza di pressione tra la parte superiore e la parte inferiore delle ali stesse. Questa differenza di pressione si traduce in una spinta verso l’alto che permette alla tavola di sollevarsi sull’acqua. Le alette di cui è dotato il piantone hanno una funzione stabilizzatrice che consente al rider di gestire il lift della tavola. Il risultato è che riducendo la superficie bagnata della tavola si fanno delle accelerazioni impressionanti e si naviga al triplo della velocità del vento.

02 Imparare oggi è super facile

A dispetto della complessa tecnologia imparare il kitefoil oggi è diventato piuttosto semplice e alla portata di tutti. Con l’obiettivo di ridurre i tempi di apprendimento e fare pratica in sicurezza, tutti i grandi brand hanno sviluppato sistemi multi pinna che consentono l’apprendimento della disciplina in via progressiva utilizzando piantoni delle appendici di tre misure diverse: si comincia con il piantone di 40 centimetri che permette di prendere confidenza in modo sicuro con il “volo” per via via aumentare la lunghezza fino a 60-80 centimetri, fino ad arrivare alle pinne da racing lunghe poco più di un metro per coloro che vogliono cimentarsi nelle gare.

03 Lo spot di Gizzeria è semplicemente perfetto

Gizzeria è uno spot superlativo per apprendere questo sport viste le sue condizioni perfette: vento costante, acqua piatta, fondali sabbiosi e spazio a volontà. Le lezioni sono tenute da istruttori qualificati Fiv che seguiranno i rider con il gommone istruendoli a distanza con l’aiuto delle radio e a tutti i partecipanti sarà fornita attrezzatura RRD 2019.

04 Potete usare le vostre ali di tutti i giorni

Quanto alle ali, potete utilizzare tranquillamente i vostri kite pump per ragioni di maneggevolezza e sicurezza: sono stabili, sufficientemente reattivi e soprattutto si rilanciano facilmente dall’acqua. C’è anche chi usa i foil cassonati, soprattutto i rider con il pallino delle regate: sono ali fantastiche con poco vento, ma richiedono un’esperienza specifica, sono più lenti e più difficili da rilanciare se cadono in acqua”.

 

05 Attorno a voi lo stile dell’HangLooseBeach

L’HanglooseBeach di Gizzeria, in Calabria, è un centro sportivo d’elite che da anni lavora al meglio su vari livelli: attira centinaia di nuovi appassionati ogni anno, organizza stage e workshop dedicati ai più piccoli, agli aspiranti freestyler e alle ragazze, ospita campionati europei e mondiali e coinvolge pro rider da tutto il mondo A gestirlo ci sono Luca Valentini e Vanina Puteri, grandi appassionati e i primi a entrare in acqua. La loro forza è di privilegiare l’aspetto umano piuttosto che quello meramente commerciale, e poi hanno una struttura che in Italia sinceramente possono vantare in pochi: ristorante, bar, ombrelloni e sdraio sul mare, rimessaggio, bagni e docce, spiaggia enorme e senza ostacoli, mare cristallino.

Insomma gli ingredienti per vivere in questa prima edizione dell’Hydrofoil Kitecamp un’esperienza nuova e gratificante su tutti gli aspetti non mancano. Vi aspettiamo all’HangLooseBeach! Info: www.hangloosebeach.it.

Photo Credits: RRD