La sfida di Nathalie, medico chirurgo e apprendista kiter

Una lezione di kitesurf allo Stagnone diventa occasione per conoscere un gruppo di medici-kiter provenienti da tutto il mondo che si sono dati appuntamento qui a Marsala per la 7° edizione di un convegno internazionale sulla chirurgia plastica e ricostruttiva. Finite le riunioni professionali, questi “chirurghi volanti” entrano tutti in acqua per sfogare la propria passione per ali e tavole.

“Ti piace insegnare il kitesurf?”. Mi chiede Nathalie con un sorriso mentre entriamo in acqua. Il vento è teso e lo Stagnone è un caleidoscopio di vele colorate che si stagliano nel cielo. Camminiamo nell’acqua che ci arriva alle ginocchia portandoci dietro l’attrezzatura e non appena raggiungiamo l’area dove si tengono le lezioni, ci prepariamo a decollare l’ala. Il breafing della lezione lo abbiamo già svolto a terra. L’obiettivo di Nathalie è quello di riuscire finalmente a eseguire la waterstart e abbiamo rivisto i punti critici di questa manovra: stabilizzare l’ala, mettersi la tavola, orientare la schiena al vento, portare in potenza il kite e richiamarlo verso l’alto, spingere con il piede anteriore la tavola al lasco. Annuisce con la testa mentre gli spiego i vari concetti e taglia corto dicendo solo “Ho capito”, con tono risoluto. È una donna dal fisico robusto e sportivo, come solo le olandesi sanno essere. Sicura di sé, parla poco e sembra determinata salire su questa benedetta tavola e planare come vede fare agli altri rider. “Oggi è la tua giornata buona!”, gli dico mentre gli decollo il kite.

Di mattina in aula, di pomeriggio in acqua

Nathalie Roche non è qui allo Stagnone di Marsala soltanto per il kite. È un chirurgo estetico specializzato in trapianto facciale con oltre 70 pubblicazioni scientifiche alle spalle e fa parte di un gruppo di medici e ricercatori che stanno svolgendo un convegno professionale, il World Wind Workshop in Plastic and Reconstructive Surgery, sui temi della chirurgia plastica e ricostruttiva. I partecipanti a questo meeting internazionale organizzato da Turi D’Arpa e Marco Pignatti in collaborazione con la dottoressa Beatriz Berenguer sono venticinque affermati ricercatori provenienti da diversi Paesi del mondo che dopo una precedente esperienza nel 2014 hanno deciso di tornare nella laguna più grande della Sicilia anche per la 7° edizione dell’evento.

Lo Stagnone non è una località scelta a caso, perché questi luminari della medicina una volta smessi i camici da sala operatoria nel loro tempo libero praticano tutti il kitesurf. Quindi il convegno per loro non è solo un’occasione di aggiornamento professionale, ma anche un’opportunità per praticare insieme questo sport, progredire o imparare da zero, proprio come Nathalie.

Veniamo dal freddo, lo Stagnone è un paradiso

Così dopo le riunioni della mattina, i chirurghi “volanti”, così si autodefiniscono con una certa ironia, tutti i giorni si danno appuntamento alla scuola Le Vie del Vento per rilassarsi, divertirsi e planare, anzi “volare” sull’acqua. In genere arrivano a coppia o in piccoli gruppi pronti a fare lezione, parlano inglese, chiedono spiegazioni sulle attrezzature e raccontano esaltati le condizioni degli spot dove escono di solito facendo battute sull’acqua fredda o i venti rafficati. “Questo in confronto è un paradiso”, ci dicono. “Già qualche anno fa – racconta il dottor Turi D’Arpa – avevamo avuto modo di apprezzare la bellezza di questo spot, ormai conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Ci siamo tornati volentieri anche perché le acque basse dello Stagnone permettono un allenamento sicuro anche ai principianti. E poi la bellezza del paesaggio e dei tramonti, il buon cibo e l’ineccepibile ospitalità siciliana rendono questa località davvero speciale”.

“Il confronto tra colleghi sui temi focus del convegno – aggiunge il dottor Marco Pignatti – nonché il dibattito sui temi della ricerca sperimentale in campo chirurgico sono risultati ancora più proficui grazie all’atmosfera rilassata che si è venuta a creare, sia per l’alternarsi dei momenti spensierati legati al kitesurf sia per merito di questa location suggestiva. Sicuramente ci torneremo”.

 

Le Vie del Vento, una scuola aperta al mondo

A dare supporto logistico al gruppo di dottori-kiter e fornirgli lezioni e attrezzature per la pratica del kite è Maurizio Pantaleo, presidente dell’Asd Le Vie Del Vento, una delle scuole più longeve e autorevoli dello Stagnone: “Ospitare un evento internazionale come questo, oltre che un piacere, è anche una responsabilità. C’è dietro un grande lavoro organizzativo e il coordinamento di uno staff di istruttori qualificati per gestire tutto al meglio e far divertire i nostri ospiti in completa sicurezza”, spiega.

Nathalie in acqua continua a combattere la sua personale sfida per mettersi la tavola e riuscire finalmente a planare. Ha qualche problema a stabilizzare l’ala che gli sfugge nella direzione opposta, poi quando finalmente è pronta, spalle al vento, la manda troppo in power e parte in catapulta oppure non spinge la tavola al lasco e s’ingavona, oppure ancora non trova la giusta potenza e semplicemente non riesce a mettersi in piedi. Gli errori classici del principiante. Fa diversi tentativi, perde acqua, torna indietro, ricomincia daccapo ogni volta. È determinata e volitiva. “Questa sfida la devo vincere”, mi dice a denti stretti. Poi all’improvviso arriva la magia: parte in planata e fa un bordo mure a sinistra di un centinaio di metri. È troppo lontana e non riesco a vedere la sua faccia, ma sono sicuro che sta sorridendo.

Le prodezze mediche della chirurgia plastica

Finita la lezione, quando torniamo alla scuola Nathalie mi offre la solita birra e prende il suo smartphone. Apre la galleria fotografica e mi mostra un bambino di un anno, con la faccia completamente deformata. Poi in una foto successiva lo stesso bambino dopo l’operazione, il viso ricostruito, quasi normale. “È questo che faccio nella vita”, mi dice con una punta di orgoglio, quasi a giustificare i problemi avuti in acqua. La guardo negli occhi e le rispondo: “Altro che una fottuta waterstart!”.

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