Kitesurf e Girl Power: il lato rosa delle session

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Kitesurf e Girl Power: il lato rosa delle session

 Agli albori del kitesuf, l’uomo entrava in acqua e la donna rimaneva a guardare in spiaggia. Oggi con l’evoluzione delle attrezzature tutto è cambiato: il numero di praticanti femminili è letteralmente esploso e il Girl Power si esprime a 360 gradi: atlete di livello nei circuiti internazionali, Brand e materiali dedicati, kitecamp e clinics esclusivi, testate, blog e prodotti editoriali che ne seguono l’evoluzione.

Anni fa era piuttosto raro incontrare una ragazza in spiaggia pronta a entrare in acqua e divertirsi con il kite. Oggi invece grazie all’evoluzione dei materiali che garantiscono maggiore sicurezza e accesso praticamente illimitato, le donne sono una presenza costante in tutti gli spot del mondo, partecipano a competizioni, kitecamp, lavorano come istruttori nelle scuole e alzano il livello tecnico in tutte le discipline, dal freestyle, al Big Air, dal Racing al Wake.

All’inizio il kitesurf non solo era un sport prettamente maschile, ma riservato a una stretta schiera di uomini coraggiosi, discretamente pazzi e con solide basi di attività acquatiche pregresse, surf e windsurf su tutte. Le potenzialità di questa disciplina, l’emozione di essere trainati da un ala, la velocità in planata e l’esaltazione di volare a mezz’aria c’erano già tutte, ma le attrezzature erano tutte da perfezionare quanto a prestazioni, controllo della potenza e soprattutto sistemi di emergenza. Era ancora uno sport in cui sbagliare una manovra o anche una semplice distrazione poteva costare molto caro. Servivano nervi d’acciaio, spirito da scavezzacollo e muscoli tonici. Normale dunque che le donne almeno per quel momento rimanessero solo a guardare.

Grazia, tecnica e solidarietà le armi segrete delle rider

Oggi che le prestazioni delle ali sono ineccepibili, la qualità dei materiali indiscussa e i sistemi di sicurezza ampiamente collaudati, il kitesurf ha perso quasi totalmente quell’aura di sport estremo dei primordi. Andate su una qualsiasi spiaggia dedicata e vedrete persone di ogni tipo divertirsi e spingere al massimo in acqua: gente alta, bassa, magra, grassa, giovani, adulti e loro, le donne, il cui numero è a poco a poco incrementato ogni anno e non accenna a smettere.

Naturalmente le ragazze hanno il loro approccio alla disciplina, molto diverso dai maschi, ma sono proprio queste differenze di fisico, di testa e di cuore a essere il loro punto di forza. Le donne hanno una complicità e una capacità di supportarsi tra loro unica. Laddove non arrivano con la forza fisica, rimediano con grazia, agilità e abilità tecnica. Naturalmente un wipe out o uno schianto in acqua è uguale anche per loro, ecco perché devono allenarsi, tonificare i muscoli e tirare fuori tutta la grinta che uno sport acquatico richiede.

Kajina e Consorti, meravigliose apripista

Anche il livello tecnico delle ragazze in discipline che ne sono la massima espressione, come per esempio il Freestyle, negli ultimi anni si è notevolmente evoluto. Una delle prime atlete ad aprire la strada ai top trick è stata Bruna Kajina: quando è riuscita a chiudere il Double Hand Pass, prima ragazza a farlo, poi tutta la comunità femminile ha seguito il sue esempio. Per non parlare di Charlotte Consorti che è una presenza assidua e una delle migliori top rider della disciplina Speed, forse ancora oggi ultimo avamposto dove il testosterone maschile la fa da padrone. Suo è l’attuale record di velocità mondiale femminile di 50,43 nodi registrato a Luderitz, in Namibia, nel 2010.

Le donne sono la nuova frontiera del kitesurf.  Anzi, oggi che i maschi hanno ormai raggiunto un livello altissimo in acqua e ormai la curva tecnica fa solo piccoli step in alto, le competizioni femminili sono quanto di più vivo e spettacolare perché tutto può ancora accadere e riuscire a chiudere una nuova manovra può voler dire vincere o meno una competizione.

Attrezzature, abbigliamento e riviste girl oriented

Ma non è solo il numero di atlete e professioniste del kitesurf ad essere esploso. Sono le praticanti in generale, ragazze che si iscrivono ai corsi, frequentano gli spot, rompono le scatole al fidanzato kiter per portarle in acqua, per condividere vacanze e kitecamp. Gli stessi brand capita l’antifona del Girl Power sono ormai molto più attenti a concepire attrezzature a loro dedicate e non si tratta solo di colori e grafica, ma di linee, prestazioni, ergonomia, stile. Come anche il mondo editoriale ha ormai prodotti pensati e rivolti esclusivamente al genere femminile, come per esempio www.kitegirlmag.com o www.kitesista.com.

Che l’universo femminile sia entrato a pieno titolo nel kitesurf è giusto, naturale e straordinario, come straordinario è il lato rosa della vita. Il problema delle donne è che sono tantissime, molto più degli uomini, e chissà che un giorno il Girl Power non avrà davvero il dominio della spiaggia. A noi maschietti allora non rimarrà che fargli la corte, magari aggiungendo un bouquet di fiori nel nostro kitebag.