Kiter disperso in Sardegna, lo salvano con i windsurf

Kiter disperso in Sardegna, lo salvano con il windsurf

Durante un’uscita a Valledoria, nel Nord della Sardegna, con mare in burrasca e venti a oltre 30 nodi un kite della Repubblica Ceca ha perso il controllo del kite e non è riuscito a sganciarsi andando alla deriva per 4 ore. È stato tratto in salvo da un gruppo di windsurfisti, quando era già in ipotermia.

Il vento forte, il mare mosso e probabilmente un bel po’ di incoscienza hanno giocato un brutto scherzo a un kiter della Repubblica Ceca in vacanza in Sardegna. L’uomo infatti due giorni fa ha rischiato di scomparire in mare durante un’uscita a Valledoria e si è salvato solo grazie all’intervento un gruppo di windsurfisti locali che dopo avere dato l’allarme lo hanno intercettato e riportato a terra. Era in stato di shock e di ipotermia dopo quattro ore in mare e in balia delle onde ed è stato ricoverato per accertamenti in ospedale a Tempio Pausania.

Valledoria di fuoco: onde di 3 metri e vento a 30 nodi

Il kiter era entrato in acqua a Valledoria, uno spot di fama internazionale che con le sue spiaggie di La Ciaccia e San Pietro particolarmente rinomate sia per il wave riding con mare formato dal Maestrale che per il Freestyle con vento di grecale. che Quel giorno il mare però era in condizione di burrasca con venti oltre i 30 nodi. Condizioni limite per il kite e riservate a rider esperti e allenati. Qualcosa infatti per il turista ceco è andato storto. L’uomo ha perso infatti il controllo del kite che è caduto in acqua e da lì è iniziata la sua odissea. Avvisata la Guardia Costiera da alcuni rider che da terra avevano seguito il kiter in difficoltà, mentre aspettavano i soccorsi un gruppo di windsurfisti tra cui Jacques Barbieri, Fabio Paganini, Sirio Passioni e Josè Piras non ci hanno pensato due volte e con onde alte fino a 3 metri hanno raggiunto l’uomo in mezzo al mare, piuttosto distante dalla costa, in prossimità di Cala Pischina (Aglientu). Il rider era in acqua, con l’ala del kite che lo trascinava, senza forze dopo miglia e miglia in acqua. Ma non appena ha visto i suoi soccorritori si è ravvivato e ha trovato le forze per raggiungere la riva. I windsurfisti lo hanno quindi assistito fino alla spiaggia rifocillandolo con tè caldo, cibo e vestiti.

Vento forte e mare in burrasca non sono per tutti

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Aglientu, la protezione civile e gli operatori volontari del 118 dell’associazione “Lungoni” di Santa Teresa Gallura. Piccola polemica per il mancato intervento della Guardia Costiera che è arrivata sul posto solo qualche ora dopo e a salvataggio già effettuato.

Al di là del lieto fine di questa brutta avventura grazie alla solidarietà, al tempismo e al coraggio dei surfisti locali, ci si chiede come mai il kiter sia stato trascinato per chilometri e sia rimasto agganciato all’ala invece di attivare i sistemi di sicurezza rischiando la vita. Ricordiamo che in condizioni di vento forte e mare molto agitato è opportuno prendere sempre alcune fondamentali precauzioni: indossare il giubbotto salvagente, una muta di spessore adeguato, avvisare amici o parenti dei propri piani e possibilmente rimanere sottocosta. Soprattutto è fondamentale che il vento provenga dal mare in modo da poter tornare a terra in caso di problemi con l’apposita manovra del self rescue.