Alle isole Canarie si formano i figli dell’oceano

Iniziative

Alle isole Canarie si formano i figli dell’oceano

A playa Sotavento, sull’isola di Fuerteventura, da un paio d’anni è attiva una scuola di mare e sport acquatici dedicata ai giovani rider, dai 3 fino ai 23 anni. Si chiama Club Hijos del Mar ed è stata creata da una coppia di italiani trasferitisi alle Canarie con un sogno ambizioso: insegnare l’oceano ai bambini.

Si chiamano Alexandra, Pedro, Mario, Sara, Jakue. Hanno i visi felici e gli occhi che sorridono sotto i ciuffi di capelli bagnati, scherzano tra loro mentre fanno su giù per la spiaggia stretti nelle loro mute di neoprene, sottobraccio l’immancabile tavola, da surf o da sup o da kitesurf non importa. Sono i figli del mare, anzi dell’oceano perché qui a Fuerteventura, nelle isole Canarie, le onde che si frangono incessantemente sulla costa sono quelle dell’Atlantico. E quei bambini con le onde amano giocarci tutto il giorno come vedono fare ai delfini, le vogliono surfare, planarci sopra e cavalcarle il più possibile sfidando l’equilibrio. Un gioco primordiale, istintivo e molto formativo per i ragazzi della scuola Club Hijos de Mar, un’associazione dedicata alla formazione marinaresca dei giovani, dai bambini agli adolescenti, fondata un paio di anni fa da Roberta Trocchio e Roberto Caruso, una coppia di italiani che hanno deciso di trasferirsi a Fuerteventura.

«Io e mio marito siamo sempre stati amanti del mare e degli sport acquatici – spiega Roberta – e ogni nostra vacanza era dedicata alla pratica del windsurf, del surf e del kitesurf. Quando sono nati i nostri figli Alessandro e Virginia è stato naturale che anche loro volessero iniziare queste attività. Poi qualche anno fa abbiamo comprato una casa a Fuerteventura e cercavamo una scuola di mare pensata appositamente per i bambini, ma non c’era. Una cosa piuttosto sorprendente per un’isola come questa che è una Mecca mondiale per gli appassionati di sport acquatici. Così abbiamo deciso di trasferirci lì e aprirla noi».

Un sogno difficile, ma René Egli ci ha creduto

Nella mente di Roberta e Roberto nasce così l’idea di costruire un centro sportivo multidisciplinare legato all’oceano e dedicato ai ragazzi a partire dai 3 anni fino ai 23. Una scuola a 360 gradi rivolta alla pratica sportiva, naturalmente, agli allenamenti e alle uscite in mare, ma anche in grado di divulgare la cultura e il rispetto del pianeta azzurro. All’inizio la coppia cerca di appoggiarsi a qualche centro surfistico già esistente lungo le spiagge di Fuerteventura, ma non è facile convincerli. «Ci dicevano che una scuola di surf per bambini non avrebbe mai funzionato – dichiara Roberta – che il turismo sull’isola aveva un target più adulto, ma non ci siamo arresi, convinti della bontà del progetto».

Fanno bene perché di lì a poco trovano qualcuno che considera la loro idea un po’ ambiziosa, ma assolutamente interessante. Quella persona non è uno qualunque, ma niente altro che René Egli in persona, un signore che arrivò a Fuerte nel 1984 a bordo di una Golf scassata e mise le basi di quella che oggi è la scuola di windsurf e kitesurf più grande al mondo che accoglie ogni anno oltre 25.000 sportivi. «René ha preso subito a cuore il progetto – racconta Roberta – e ci ha messo a disposizione sia le sue attrezzature Cabrinha che alcuni spazi all’interno del Pro Center 1 allestito sulla spiaggia di Sotavento e così abbiamo iniziato».

Imparare gli sport e la sicurezza in oceano giocando

La coppia di coniugi fonda così il Club Hijos del Mar, registrandolo come associazione sportiva senza scopo di lucro e richiede l’affiliazione sia alla Federación Canaria de Surf che alla Federación Canaria de Vela. Il centro comincia quindi a proporre lezioni di surf, windsurf, sup e kitesurf dedicate ai bambini e nel primo anno riceve quasi 100 richieste di iscrizione sia da famiglie locali che da turisti in vacanza. Le prime lezioni le svolgono la stessa Roberta e Roberto che sono due istruttori di kitesurf Iko, poi piano piano si forma una squadra di collaboratori, Sergio Ruiz (kitesurf), Emilio Marquéz (Surf), Paolo Mazzoli e Giorgia Quattuzzo (vela), tutti capaci di dedicarsi ai piccoli surfisti in erba che hanno naturalmente esigenze particolari e voglia di divertirsi in assoluta sicurezza.

Lavorare con i bambini richiede una grande responsabilità, così come un lavoro specifico volto a rendere ogni attività sportiva assolutamente divertente e sicura. «Durante le lezioni privilegiamo esclusivamente l’aspetto pratico sia in spiaggia che in acqua – racconta ancora Roberta – e cerchiamo sempre di utilizzare un linguaggio semplice, pieno di riferimenti figurati al loro mondo in modo da renderle perfettamente comprensibili. Così anche quando spieghiamo manovre e argomenti tecnici, come per esempio le procedure di sicurezza, l’imperativo è mai drammatizzare, ma renderli partecipi e responsabilizzarli giocando». Terminate le lezioni poi il divertimento continua in attività collaterali, come la manutenzione dell’attrezzatura, la pulizia della spiaggia, ma anche passeggiate lungo costa e gite sull’isola.

Playa Sotavento, una palestra straordinaria

Con l’oceano si gioca, ma non si scherza. Il mare è un elemento dinamico soggetto a molte incognite, prime fra tutte la meteorologia e va affrontato con la giusta preparazione, allenamento e coscienza dei rischi. Lo spot di Sotavento è certamente una palestra formidabile per affrontare l’oceano. Qui infatti il vento soffia tutto l’anno, spesso con forza 3-4 della scala di Beaufort, viene da terra e a volte è estremamente rafficato. «Per le primissime lezioni approfittiamo della grande laguna che si forma con l’alta marea in prossimità della costa – spiega Roberta – poi una volta che i ragazzi padroneggiano la tecnica li portiamo in mare sorvegliati dagli istruttori e dai mezzi di salvataggio. Ora stiamo cercando di perfezionare l’addestramento con video debriefing delle uscite e la realizzazione di un simulatore freestyle a terra».

Dallo scorso anno il Club Hijos del Mar organizza anche corsi di nuoto, uno step assolutamente necessario per entrare in oceano e affrontare le onde in sicurezza. Per il momento sono alcuni resort e hotel dell’isola a mettere a disposizione dell’associazione le proprie piscine, ma non è escluso che in futuro i ragazzi possano contare su un impianto ad hoc.

Competizioni e clinics dei top rider

Corsi di nuoto, preparazione atletica, stretching e uscite di allenamento in mare dunque per gli Hijos del Mar, ma anche competizioni. Fuerteventura ospita ogni anno una ricca stagione agonistica di eventi, dalle tappe dei circuiti mondiali di windsurf e kitesurf, alle gare di stand up paddle e surf, quindi già da piccoli i bambini dell’isola prendono confidenza con la dimensione agonistica degli sport. «Ormai sono sempre più numerose le gare internazionali rivolte ai più piccoli – afferma l’istruttrice Iko – noi cerchiamo di instradarli alle competizioni con lo spirito giusto, stimolandoli a misurarsi con gli altri in un clima di gioco. Finora abbiamo partecipato alla Manga Xperience, al Campeonato de España Kiteboarding Wkt Junior e al Championnat de France de Kitesurf Boarder Cross».

Tra i “figli del mare” più promettenti a caccia di vittorie ci sono Alexandra Torres, Alessandro Caruso, Pedro Reyes, Jakue Rodriguez, Alejandro Munoz e Joan Mir che durante le competizioni mettono a frutto i consigli di alcuni top rider che spesso gravitano intorno alla scuola, come per esempio le kiteboarder spagnole Julia Castro e Nina Font o il capoverdiano Luis Brito.

I bambini di oggi sono i rider di domani

E siccome da sempre gli sport acquatici si accompagnano al viaggio anche solo per il gusto di sperimentare nuovi spot e condizioni diverse, al Club Hijos del Mar non mancano i kitecamp in giro per il mondo. «Quest’inverno siamo riusciti a mandare i ragazzi in Brasile, sono circa una ventina e non vedevano l’ora di partire – racconta Roberta – anche queste sono esperienze molto formative, non solo a livello sportivo, ma per sviluppare lo spirito di gruppo, la capacità di adattamento, conoscere culture diverse. Per questo i genitori vengono lasciati rigorosamente a casa».

Per i bambini l’oceano rappresenta una scuola di vita ed è proprio su questo principio che Roberta e Roberto hanno deciso di scommettere. Ma i bambini sono anche il futuro ecco perché il Club Hijos del Mar quest’anno ha lanciato il progetto Kids Are the Future per diffondere la cultura del mare e degli sport acquatici a quanti più bambini possibile. Bambini che oggi giustamente giocano con le onde e fanno sport, ma che un domani, anche grazie all’oceano, saranno certamente persone migliori.