Adeuri Corniel

Adeuri Corniel: il Freestyle è la mia famiglia

Ad appena 17 anni Adeuri Corniel è uno dei più promettenti freestyler al mondo. Nato e cresciuto a Cabarete, nella Repubblica Domenicana, viene da una famiglia di kiter, sua sorella Madelyn e tre fratelli Raul, Kelvin, e Ariel, tutti che gareggiano nel World Tour.

Dopo aver vinto nel 2014 il Junior Pro Tour, Adeuri è entrato nel 2016 nel Team RRD e ha partecipato al WKL – World Kiteboarding League Pro Tour  finendo sempre nei primi sei e conquistando il titolo di “rookie of the year”. In questa stagione è super carico e sempre nel WKL vuole fortemente salire sul podio. In questa intervista ci racconta della sua passione per questa disciplina, gli spot in cui si allena e quali sono i suoi obiettivi.

– Ciao Adeuri, benvenuto in Italia. Qual’è la tua impressione su questo Paese?

È una bella impressione. Mi ricorda molto il posto in cui vivo, Cabarete nella Repubblica Domenicana. L’acqua è calda, c’è il sole, tanti rider, insomma mi sembra di essere un po’ come a casa. Quest’anno ho preso parte al circuito TwinTip Racing, sto provando nuove cose e sono pronto ad andare ai Giochi Olimpici Giovanili in Argentina nel 2018.

 

– C’è stato un tempo in cui i tuoi fratelli ti hanno ispirato per cominciare a praticare il kitesurf. Ora tocca a te ispirare la gente in tutto il mondo. Ti piace?

Sì certo, mi viene naturale e mi piace molto. Ci sono sempre tanti ragazzini che mi girano attorno e sono felice di aiutarli, stare con loro, dargli consigli su come chiudere certi trick e renderli felici. A loro piace andare forte e dare il massimo in acqua proprio come piace a me.

– La tua famiglia ti ha dato molto supporto e i tuoi fratelli ti hanno aiutato a diventare un atleta. Ci sono stati anche degli svantaggi in questo rapporto?

Beh sì per certi versi. Loro pensano che io sia ancora molto giovane, posso viaggiare ma non posso fare tutto da solo, come per esempio noleggiare una macchina o prenotare un hotel. Per il resto è bello e utile avere loro attorno soprattutto durante le competizioni, quando per esempio mi aiutano a preparare l’attrezzatura, mi passano le varie ali per la gara nel caso in cui cambino le condizioni di vento. So che loro sono con me e questo mi aiuta a ridurre la tensione. Sono veramente felice che mi dedichino tutto il loro tempo.

– Puoi spiegare perché ti piace così tanto il kitesurf?

Il kitesurf per me viene dalla mia famiglia, lo praticavano già i miei fratelli a partire dal 2000, quindi ci sono cresciuto dentro. Ho cominciato a praticarlo appena ho potuto, nel 2007, con un kite trainer e una tavola skimboard, all’inizio un po’ mi spaventava perché ero molto piccolo, vedevo i miei fratelli che facevano salti, volavano sull’acqua in tutta potenza e volevo provare anche io a fare quelle manovre. Ho chiesto ai miei fratelli di insegnarmi bene a partire dal 2009, sapevo già un po’ come muovere l’ala e sono partito subito e già nel 2010 ero capace di fare le prime manovre. Cercavo di guardare gli altri per imparare come saltare più in alto. Poi i miei fratelli hanno cominciato a vincere nel circuito mondiale e mi piaceva anche a me l’idea di diventare un’atleta. Il problema era che andavo ancora a scuola, avevo i compiti a casa da fare, quindi cercavo di dedicare solo il mio tempo libero al kite approfittando di tutte le volte che mio padre poteva portarmi in spiaggia. Mi sono allenato e poi ho cominciato a fare le prime gare nel 2014 e a viaggiare, prima Furteventura, poi Tarifa, poi ancora in Francia dove ho fatto un salto di qualità a livello di prestazioni. Ho continuato ad allenarmi duramente e finalmente nel 2016 sono entrato nel World Kiteboarding League Pro Tour dove sono sempre stato nei primi sei posti e alla fine mi hanno eletto “rookie of the year”. Spero di continuare a fare bene e conquistare altri podi.

– Sei cresciuto a Cabarete, nella Repubblica Domenicana. Puoi spiegare perché questo spot è così famoso e gioca un ruolo cruciale nel mondo del kitesurf?

Cabarete offre una varietà di condizioni, acqua piatta, chop e onde. Il vento è stabile e forte. Abbiamo tutto quello che ci serve per allenarci, c’è una bella atmosfera, ci sono feste, la vita costa poco. È un bellissimo paese e consiglio a tutti di venire.

– Come è cambiata la tua vita quando nel 2016 sei entrato nel team RRD?

Beh, devo dire che è cambiata molto. Mi fa stare tranquillo avere alle spalle una grande squadra come questa con materiale fantastico che mi permette di allenarmi sempre al meglio e mi da il giusto supporto per raggiungere i miei obiettivi. Le ali soprattutto sono di grande qualità, offrono grandi prestazioni e hanno una caratteristica che mi piace più di tutte: spingono quando tu vuoi farle spingere, quindi hai sempre il massimo controllo durante le manovre. Attualmente uso l’Obsession Pro a quattro linee e mi piace tantissimo, facile, morbido. Con le altre ali rilasci la barra e continuano a tirare. Come tavola uso il Juice che ha un pop fantastico e mi piace anche negli atterraggi delle manovre. In appena un anno mi ha permesso di crescere raggiungendo un livello che non ho mai avuto prima. Consiglio a tutti di provarle almeno una volta per vedere la differenza. Uso anche le mute RRD che sono comfortevoli anche per me che non sono abituato a indossarle perché in Cabarete l’acqua è calda. Come trapezio infine uso lo Shift Pro che è molto comodo, non mi da mai problemi, ha la rigidità giusta e soprattutto una volta regolato non si muove mai.

– Quali sono i tuoi spot preferiti?

Direi Cabarete, Costa Brava in Spagna, Gizzeria in Italia e il prossimo anno voglio visitare il Brasile.

– Hai già un bel repertorio di manovre. Qual’è la tua prossima sfida?

Direi l’Heart Attack 7, è molto difficile, l’ho già chiuso qualche volta ma ci sto ancora lavorando. Mi sto allenando, so che un giorno riuscirò a chiuderlo.

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